L'olio di Argan e Slow Food | Medor olio di argan

L’olio di Argan e Slow Food

Cooperativa-Marocchina

L’olio di Argan e Slow Food

L’olio di Argan, Presidio slow food dal 2002, è uno dei primi prodotti extraeuropei sui quali si sono concentrati l’attenzione e l’impegno di Slow Food.

Già nel 2001 infatti il progetto della cooperativa Amal (Tamanar, provincia di Essaouira), con la sua ideatrice Zoubida Charrouf, ha ottenuto il Premio Slow Food per la difesa della biodiversità. Da quel momento in avanti, con la nascita del Presidio dell’olio di argan, si è sviluppato un continuo lavoro di promozione, miglioramento qualitativo e sociale legato a questo prodotto attraverso la partecipazione alle principali manifestazioni di Slow Food (Terra Madre, Salone del Gusto, Origines).

Il Presidio ha cercato di favorire la produzione di un olio di alta qualità, igienicamente corretto, ben conservato, risultato di una filiera controllata in tutte le sue fasi, dalla raccolta alla spremitura alla remunerazione delle donne, combattendo contro i numerosi tentativi di adulterazioni e imitazioni.

Ora i riflettori del mercato internazionale si sono accesi sull’olio di argan puro, la domanda aumenta, il rischio di estinzione va controllato con attenzione. Il lavoro straordinario delle donne delle cooperative non deve essere sfruttato da operatori spregiudicati che puntano solo alla quantità. Quella dell’olio di argan puro è una filiera delicata, intrecciata a valori ambientali forti, unici, irripetibili, come unico è l’albero di argan: Argania spinosa è stata dichiarata dall’UNESCO, per la sua utilità e per il serio rischio di estinzione, specie protetta.

Grazie all’opera delle cooperative sono stati ottenuti risultati fondamentali:

– i risultati scientifici aiutano a moltiplicare e rigenerare l’albero di argan e produrre olio di qualità;

– è stato creato un mercato su scala mondiale con una forte domanda per i prodotti dell’argan e sono quindi migliorati i ritorni economici per le donne produttrici;

– è stato organizzato un coordinamento delle donne produttrici e un ampio tessuto associativo. Il livello socioculturale delle donne produttrici è nettamente migliorato permettendo loro di accedere a una nuova condizione e di contribuire in modo migliore al funzionamento delle cooperative, alle condizioni di vita nelle loro famiglie e nei loro villaggi a livello locale e regionale;

– è stato instaurato un sistema di formazione per dotare la filiera delle competenze necessarie;

– sono stati creati numerosi posti di lavoro;

– è stato fortemente incrementato il ritmo degli impianti di argan.

Grazie a queste donne un pezzo di foresta potrà essere salvato e le popolazioni berbere potranno continuare a usare l’albero di argan, forse uno dei più antichi “abitanti” del Marocco.

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